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Infami 1.0 modificato

  Infami 1.0 Infami 1.0, eccoci qua, è una questione di dignità, guerra santa di civiltà. Atlantisti a volontà, ma cos'è sta mmerda qua? E ci siamo pure noi, popolo del mare, facce scure e tanti guai. Ultima generazione, niente sermone: lo sgomento costa poco e vale doppio, ma a rate, se volete. Infami 1.0, stiamo arrivando, scendono i monti, barbe scure, mazzamaurielli scalzi. Ci vuole tempo e volontà, la dignità arriva con calma, come i treni. Viva viva lu popolane, atlantisti qua e là, atei con le scarpe a punta, papalini coi rosari che pregano il Wi-Fi. Infami 1.0, ma cos'è sta dignità? Un pane duro, una sedia buona, un no detto in tempo. E ci siamo pure noi, con le tasche piene di niente: pazzi stanchi, pacifisti, poeti ventriloqui, scimmie bisunte e panettieri con la pancia vuota. Arriviamo, arriviamo, non mettetevi in pigiama: noi la notte l'abbiamo già passata.
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Io sono Bastian

  Sono Bastian e sono contrario ai sentimenti. Sono contrario alla paura della morte, alla paura della sofferenza, degli occhi chiusi verso l'infinito. Sono contrario al rimpianto, alle ossa sbiancate dal sole del deserto e alle urne di esistenze bruciate custodite in salotto. Sono contrario alla tristezza del ricordo e all'oblio cercato. Sono contrario alla cupidigia del poeta e all'indifferenza di chi lo ascolta. Sono contrario al rancore ma voglio vendetta. Sono contrario al godersi la vita ma anche allo smarrirsi nei vicoli del borgo dell'infanzia

Messaggi dal futuro

L'ingiustizia è morta la mano tesa del padrone  ancora soffice di gangrena, è morta. La diseguaglianza è morta, sono spenti gli occhi  del leviatano e dissolte le sagome nere  che rubano il lavoro di operai malati di fuliggine. Gli ex capi della finanza vagano col saio sporco  e la barba imbiancata di predicatori folli. La bruma d'autunno coprirà presto le facce malevole  e l'estate disseccherà le carogne dei colpevoli. La natura finalmente rifiorisce, mutanti felici giocano a rubabandiera. Abbiamo chiuso le porte del tredicesimo avvento. Quello che doveva avvenire è già avvenuto     

Don't look

  Look no further, Don’t look at the clear sky, Cove of the soul and refuge of the rebels of the East. Don’t look at the horizon of our discontent, with its shores of fragile waves and blind teachers. Don’t look into the gray eyes of your woman, It is the absolute that you lack and you will never grasp it with your mind. Watch barefoot boys playing soccer And pray that the sunset isn’t stained by toxic clouds.

The solitude of a piano

  The piano plays on a deserted street, wasting its final notes to hide the wails of a woman, a red-haired vixen, an extra in a troupe of assassins. Hidden in the alley of miracles, she seeks absolution from the lava-like shadows of the past. A sweet melody by unwary weavers who capture the attention of the orderly line of men and women with the posture of ordinary victims on a late-night talk show. The piano’s music envelops even the sacred vestments of the priests who scatter incense to absolve the murderers. Every day a different note, every day a color and faded smiles. Only music absolves the deeds of the architects of deceit

La guerra dell'ES

Non posso toccare con mano i morti, il sangue, i mutilati delle guerre.  Sono immagini che non vedo e non tocco,  le vedo riflesse nello scuro dei bar fra gli schizzi di vodka  Quei morti sono accuse urlate sul palco dei lamenti,  sono  un apparire come sirene d'emergenza. La storia calca le  praterie di fango in compagnia di Tanatos,  quei morti sono un tributo incomprensibile al male, chi ha scavato nell'oscurità  per imprigionare i sogni lo sa Purtroppo le mattine trascorse a rovistare gli orti  e le passeggiate sulla spiaggia fra le ossa aguzze dei molluschi  non sono sufficienti a scacciare la morte. Resta  la processione di croci  ai lati del cammino brecciato,  accompagnata dai cantori della vanagloria  che piangono i propri figli morti in battaglia. È strano, ma in ogni epoca storica  continuiamo a morire come se fosse la prima volta.

La messa dei bravi

  Vogliono vedere scorrere il sangue dei ragazzi dei vicoli sporchi  per tombare il sorriso delle tante facce dell'amore solidale Vogliono sentire l'odore del fiume di dannati,  cantori prolissi  che si flagellano all'alba della fiera del santo navigatore. Vogliono sperperare la speranza  e piegare il capo alla ferocia del barbaro conquistatore. Vogliono stupire con i versi di una verità definitiva che canta razze perdute e bianche di vergogna. Si preparano ad attendere l'alba nei bivacchi imbiancati, per sferrare battaglie di burattini. Ma siamo già tutti morti