Editore chi è il più poeta del reame? Non tu mi dici che ti contorci su gomitoli di parole e non trovi il filo per un cordiale vaffanculo. Editore mi consigli di affinare la mia poetica di bassi consigli e di lampi di vendetta riflessi sull'asfalto insanguinato, affidandomi all'accademia della piccolezza della poesia amici tuoi e del tuo mondo che non lesina rimpianti e non scava nelle valli del lamento. Editore, tiri fuori la parte peggiore di me: il mio orgoglio ferito e la farina del mio sacco, per consigliarmi impacchi di poesia senza cuore e consolandomi con consigli del cazzo. Editore ti comprendo e non ti perdono
Lame taglienti, cotenne marcate da orridi consigli, colano vespri e schioccano processioni di vinti, falene insulse del ventre di terra madre escono dall'inferno la sera che assistiamo all'orribile rituale di contadini bruciati e sacrificati al Dio del progresso. Abbiamo solo riserve di pronta memoria urlate un dies irae dopo l'altro. Si fa fatica a rinvenire placidi soldati nella pioggia scura e popolata di fantasmi. Cerchiamo la via del ritorno sui banchi di un'etica sottocosto