Passa ai contenuti principali

Post

Le coliche del vecchio Werther

Quando sei vecchio ti devi andare a nascondere, Devi porre al riparo il tuo narcisismo dalle vene scoperte dell'anima latina.  Quando sei vecchio devi chiedere una dispensa alla morte per masturbarti ancora una volta. Quando sei vecchio ripeti sempre "quando sei vecchio" e vai incontro alle turbolenze esclamando "che importa tanto ho il colesterolo e la minima alta".  Quando sei vecchio ti leggi " I dolori del giovane Werther" e sei contento che il protagonista abbia consegnato l'anima in giovane età.  Da vecchio non avrebbe trovato il coraggio di cercare la morte per non dover sopportare l'odore di caprone ammuffito che la vecchiaia si porta dietro.  Meglio morire da romantico negandosi un desiderio per avere il gusto di negarsi la vita 
Post recenti

Editore...

Editore chi è il più poeta del reame?   Non tu mi dici che ti contorci su gomitoli di parole e non trovi il filo per un cordiale vaffanculo.  Editore mi consigli di affinare la mia poetica di bassi consigli e di lampi di vendetta riflessi sull'asfalto insanguinato, affidandomi all'accademia della piccolezza della poesia, amici tuoi e del tuo mondo che non lesina rimpianti e non scava nelle valli del lamento. Editore, tiri fuori la parte peggiore di me: il mio orgoglio ferito e la farina del mio sacco, per consigliarmi impacchi di poesia senza cuore e consolandomi con consigli del cazzo.  Editore ti comprendo, ma non ti perdono 

Il delirio di Bastian

  Lame taglienti, cotenne marcate da orridi consigli, colano vespri e schioccano processioni di vinti, falene insulse del ventre di terra madre escono dall'inferno la sera che assistiamo all'orribile rituale di contadini bruciati e sacrificati al Dio del progresso. Abbiamo solo riserve di pronta memoria urlate un dies irae dopo l'altro. Si fa fatica a rinvenire placidi soldati nella pioggia scura  e popolata di fantasmi. Cerchiamo la via del ritorno sui banchi di un'etica sottocosto

"Il Grande Gatsby", di Francis Scott Fitzgerald

 

Me ne andrò

  Me andrò quando vorrò io, succube della soglia del mare  e dell'approssimarsi del vortice maledetto. Me andrò fra i rimproveri dei  gabbiani e le risa cantilenanti di donne con costumi  a righe, come nelle spiagge degli anni 20. Me andrò come un marinaio redento con ossa di pescecane, che cosparge sale sull'immagine del volto dell'amata. Me andrò e poi resterò a guardare gli amici che raccontano storie di rondini  e di promesse di sangue non mantenute. Sono al cospetto di vite che vivono nella memoria limpida dei fasti della normalità. Questo mi deve bastare.

Tutto fumo

"Sei tutto fumo e niente arrosto!"  E allora? Anche il fumo è figlio di Dio.  Nelle sue spirali dell'apocalisse  si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea  e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone,  l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni,  ma solo offerte di guerra

USA Tommorrow " Trump, time's up?

 Un nuovo video sul destino prossimo di Trump