Non posso toccare con mano i morti, il sangue, i mutilati delle guerre. Sono immagini che i costruttori di pace immaginano, ma non vedono e non toccano. Quei morti sono una fredda contesa, un ricordo e un apparire come sirene d'emergenza. La storia non rifiuta la compagnia di Tanatos, quei morti sono un tributo incomprensibile al male, come sa chi ha disegnato geroglifici per imprigionare i sogni Purtroppo le mattine trascorse negli orti profumati e le passeggiate sulla spiaggia fra le ossa dei molluschi non sono sufficienti a scacciare la morte. Forse quell'idea che nutre la vendetta e consola chi si attarda al patibolo, potrebbe sconfiggere la processione di croci ai lati del cammino brecciato, e le nazioni della vanagloria che rinnegano i propri figli per mandarli in battaglia. È strano, ma in ogni epoca storica continuiamo a morire come se fosse la prima volta.
Vogliono vedere scorrere il sangue dei trans per scoprire carte false che rinnegano i fiori di loto. Vogliono sentire l'odore del fiume di dannati che si flagellano all'alba della fiera del santo navigatore. Vogliono pregare adagio e piegare il capo alla ferocia del barbaro conquistatore. Vogliono stupire con i versi del bardo e attendere l'alba nei bivacchi imbiancati. Ma siamo già tutti morti