Restiamo disumani, mi verrebbe da dire. L’umanità sanguina ferite imprudenti, commette torti contro l’onore e la mitezza, contro la sincerità, la pietà per gli orfani e le vedove. Restare umani è la marcia trionfale di carriere su cadaveri composti, scarpe lucide e scintille d’alcol che simulano la vita. Restare disumani — o diventarlo — è andare oltre l’umano: xenotrapianti con cuori di tigre, agnelli lamentosi e cervelli di donne perdute, sempre prone all’amore, ma mai umane.
Franco Cilli
Blog personale di poesie e altro