The piano plays on a deserted street, wasting its final notes to hide the wails of a woman, a red-haired vixen, an extra in a troupe of assassins. Hidden in the alley of miracles, she seeks absolution from the lava-like shadows of the past. A sweet melody by unwary weavers who capture the attention of the orderly line of men and women with the posture of ordinary victims on a late-night talk show. The piano’s music envelops even the sacred vestments of the priests who scatter incense to absolve the murderers. Every day a different note, every day a color and faded smiles. Only music absolves the deeds of the architects of deceit
Non posso toccare con mano i morti, il sangue, i mutilati delle guerre. Sono immagini che i costruttori di pace immaginano, ma non vedono e non toccano. Quei morti sono una fredda contesa, un ricordo e un apparire come sirene d'emergenza. La storia non rifiuta la compagnia di Tanatos, quei morti sono un tributo incomprensibile al male, come sa chi ha disegnato geroglifici per imprigionare i sogni Purtroppo le mattine trascorse negli orti profumati e le passeggiate sulla spiaggia fra le ossa aguzze dei molluschi non sono sufficienti a scacciare la morte. Forse quell'idea che nutre la vendetta e consola chi si attarda al patibolo, potrebbe sconfiggere la processione di croci ai lati del cammino brecciato, e le nazioni della vanagloria che rinnegano i propri figli per mandarli in battaglia. È strano, ma in ogni epoca storica continuiamo a morire come se fosse la prima volta.