Infami 1.0 Infami 1.0, eccoci qua, è una questione di dignità, guerra santa di civiltà. Atlantisti a volontà, ma cos'è sta mmerda qua? E ci siamo pure noi, popolo del mare, facce scure e tanti guai. Ultima generazione, niente sermone: lo sgomento costa poco e vale doppio, ma a rate, se volete. Infami 1.0, stiamo arrivando, scendono i monti, barbe scure, mazzamaurielli scalzi. Ci vuole tempo e volontà, la dignità arriva con calma, come i treni. Viva viva lu popolane, atlantisti qua e là, atei con le scarpe a punta, papalini coi rosari che pregano il Wi-Fi. Infami 1.0, ma cos'è sta dignità? Un pane duro, una sedia buona, un no detto in tempo. E ci siamo pure noi, con le tasche piene di niente: pazzi stanchi, pacifisti, poeti ventriloqui, scimmie bisunte e panettieri con la pancia vuota. Arriviamo, arriviamo, non mettetevi in pigiama: noi la notte l'abbiamo già passata.
Sono Bastian e sono contrario ai sentimenti. Sono contrario alla paura della morte, alla paura della sofferenza, degli occhi chiusi verso l'infinito. Sono contrario al rimpianto, alle ossa sbiancate dal sole del deserto e alle urne di esistenze bruciate custodite in salotto. Sono contrario alla tristezza del ricordo e all'oblio cercato. Sono contrario alla cupidigia del poeta e all'indifferenza di chi lo ascolta. Sono contrario al rancore ma voglio vendetta. Sono contrario al godersi la vita ma anche allo smarrirsi nei vicoli del borgo dell'infanzia