In effetti il difetto maggiore, se
così si può dire, di questa pellicola è forse il suo maggiore pregio: il film mostra una
realtà parzialmente dissociata, dove l'elemento distopico invade la
realtà, fatta di persone "normali" con i comuni difetti della gente che di questa distopia si nutre. Le persone ordinarie infatti pur
essendo mediamente migliori delle elite che le comanda, sono
ugualmente il riflesso della loro stupidità. Diversamente il film
avrebbe dovuto avere un taglio più realistico con maggiore suspense, con uno
sbilanciamento non voluto e un registro più stereotipato
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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