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Non giudico

Io non giudico

Non giudico gli attimi di rabbia e i sussurri del ruffiano.
 
Non giudico l'alito di vento che imprigiona vapori tossici e 
 
l'orizzonte imbrunito. 
 
Non giudico il libro maestro del ragazzo di strada;
 
Non giudico il diverso stare al mondo e 
 
l'ansia del trans nei vicoli malsani della città 
 
con le sue nudità  d'accatto.
 
Non giudico il fardello del passato e 
 
le scarpe cigolanti di padri che comprano 
 
cibi da poco prezzo al discount.
 
 
Non giudico il desiderio di fuga e l'ignoranza del male. 
 
Io non giudico lo scorrere dell'acqua 
 
e lo sguardo di un assassino, 
 
il lamento delle madri e le scorie di una vita miserevole. 
 
 
Non giudico le ferite liberatorie della ragazza borderline. 
 
Non giudico la mancanza di scopi, 
 
né la febbre del fanatico. 
 
Non giudico me stesso, 
 
solo le stanche ripetizioni

 

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Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo