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Orli di senso

Cercare uno straccio di scopo
 per passare il tempo che resta
o giocare con macchie scure
e bagliori di tuono
e sogni di vespri?
Rovistare tenue fra ricordi di ossa
e promesse di fragili incantesimi.

Che ci attende all'ombra del sambuco?
Chi ci attende, spiriti alati con facce rigonfie
dopo che avremo consumato l'ultimo rifugio
di imbrattacarte stanchi?
C'era una volta un saggio cercatore di sguardi sinceri, 

che origliava il vento, sentiero di voci di
banchieri insonni e spiava le carovane
di giovani vogliose per scovare il suo

destino fra gli oggetti della memoria.
Non trovò la gioia, ma si adormentò
sull'uscio dei banchieri
con lo sguardo complice delle giovani

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Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo