I would like to write and poetise
like Ungaretti and Montale,
brothers of eternity.
I would like to write antiquities
and follies ravished by frost
and arrogance,
like Sbarbaro
and Dino Campana.
Even more
I would like to resemble Dante
and Petrarch, technicians of sublime sound.
I would like to handle feet, endecasyllables,
septenaries
anaphora, palisades, enjambement
sublime metrics, laden with deep echoes.
I am content with rudimentary hexagons
materials of barbaric and petty experience
and a heart of disconnected fibres
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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