La poesia espressione,
di fragili corpi anoressici in cerca
di sistemi affabili e psicoterapeuti dell'oltre il giardino.
Crepuscolare annebbiare le cornici di mangrovie
che stemperano il luttuoso ricercare la fine dei tempi
e l'orrore retorico del "io credo che, ma la questione è complessa"
Imagismo del dire il dolore, limpido e chiaro
e svenderlo su una tela di mosche sanguinanti, l'art pour l'art,
fra le note di ukuleli gracchianti.
Poesia come carta di giornale
per avvolgere crani avvizziti e
rimasugli di buone intenzioni,
Abbagli di messe, sorellanze disperate,
pietà materne per l'imbroglio alla biologia.
Poesia, si trasforma l'inerte scellarato
e banale
si curano ferite con giochi di parole
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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