Definitivo,
una frase secca, grondante di senso,
che scioglie
il pallore della rivoluzione.
Incitamento,
messaggio imbonitore,
recide il malcontento
con lame rotanti,
aggiudica morale e senso
del vivere, guardando
il sole degli antenati.
Non usare personalismi,
non perchè non esista l'io
con le fronde del disonore,
esiste, ma è patetico.
Non io, si vuole essere impersonali
scrutare il buio,
intuito di erbe disseccate
e servite fredde.
Madri che imprecano
l'ultima jacquerie di figli molesti.
Padri che sorseggiano vino scadente per sedare l'ansia delle attese di dialogo.
Figli che assaporano il gusto dell'offesa,
senza riguardo, nè comprensione
per le spalle ricurve,
eroi per un giorno, esentati dai sensi di colpa per i loro ghigni compiaciuti.
Non ci sono personalismi,
solo maldestri tentativi
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
Commenti
Posta un commento