Passa ai contenuti principali

The dawn of the oak

The oak tree scrutinises us.
It has no self-awareness,
but acquits itself of the swarming of bodies
that haunt the path
It observes with a dystopian, tetragonal eye
with resinous conjunctiva,
the eddies of wind and the hopes of schoolchildren.

I imagine the community of oaks
that cannot march towards wax suns
and does not feel the need to.
We would like to be those oaks
and not remember the farewell to the friend
and the parent, who waits
the flaming pupils on the edge
of the shadow that guards a tombstone.

Then the cheerfulness of contended gestures returns,
the dirge of the sub specie aeterniatis
and the loggia of the sanpietrini,
where you play
coins of fortune
to scratch with your nails.

Eternal love remains,
the coffeepot bivouacking on the fire
and emits blackbird calls,
the image of a woman
who gets out of bed
wearing your shirt.

Beautiful,
but too temporary to wish
to one day see the sunrises of Antares

Commenti

Post popolari in questo blog

Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo