Passa ai contenuti principali

Memory of feeling

Recall the feelings I wish.
To be able to say I love you, caressing your auburn hair with my gaze.
Running over your wounds and depriving your eyes of malevolent reflections
Of one who waits in vain
and becomes the guardian of silence and resignation.
I would love you and laugh with an unrestrained joy
and without the restraint of one who has grown
in madness and lack of zeal.
I would know how to love you, yes I would know how to love you,
if only I would distract my gaze from the march of autumn
and suppress the rage of the soldier with no army left.
I would, oh yes I would, mirror my soul
and the deserts of the world in your green eyes,
hard and shining like the trinkets of a gypsy,
waiting for the dawn of escape from the land of shadows.
All this I wish, but I watch you from behind the dark corner
of the village of mother-of-pearl rocks,
after the midnight sun,
waiting for the sound of your footsteps accelerate
like the beats of my heart as you walk away from me

Commenti

Post popolari in questo blog

Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo