Devi smettere di vergognarti,
di suonare la rampogna a ogni folla di interdetti
e suore maliziose.
Devi smettere di vergognarti
Di credere che i ricordi siano pietre
cadute sulla testa di relitti umani adoranti.
Devi smettere di vergognarti.
Dobbiamo fare strame di cattivi propositi
e malinconie che affollano i borghi natii.
Dobbiamo superare le attese per il superuomo
che distrugge ogni nobiltà d'animo
e sparge detriti aguzzi e insanguinati sui templi della finanza.
Quel superuomo non ha vergogna,
ha solo bisogno di una scintilla di buon vivere
e di abbracciare i compagni di strada.
Ha bisogno di umanità leggera come una piuma,
di scrutare i porti,
di soccorrere i malcapitati
e ridere senza ritegno quando le acque si calmano.
Ha bisogno del suono della vittoria
e di folle che sussurrano litanie al dio della rivolta
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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