Rotte, sgretolate, le segrete
che separano il mare dai raggi pungenti della malinconia e del rimpianto.
Fileno cavalca l'onda, l'onda brucia sensazioni di scarsa potenza,
e scaraventa viscide presenze,
che a volte ributtiamo in mare come sacrificio a Poseidone.
Attendiamo l'evanescenza dell'orizzonte
e rinsaldiamo vecchie amicizie, immaginando le carezze del vento
come presagi di immortalità.
Fileno annaspa felice nell'oblio rassegnato dell'amico Strocchi e
l'orizzonte solcato da inni benevoli e promesse di bevute
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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