Non è tanto l'idea della morte in sè
che dopo lunga decantazione diventa sopportabile.
Nemmeno l'idea della sofferenza
che ci si immagina come una nuvola nera
che presto esplode le sue gocce imbrunite
e lascia spazio ad albe allucinate.
E' piuttosto il fastidio dell'attimo
che fugge senza lasciare ombre di infinito
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
Commenti
Posta un commento