Questi non si risparmiavano,
sciupavano la vita come fosse carta di giornale
per incartare il pesce.
Non erano come noi,
vigliacchi pronti ad abbaiare,
ma sempre attenti a raccogliere
soldi sporchi mentre si scappava.
Questi sono morti giovani:
con una siringa insanguinata in vena
o una pallottola nella schiena,
sparata da un carabiniere
con la mano tremante
e l'odio per le zecche rosse.
Noi no.
Noi siamo vecchi
e ci consumiamo come candele
alla processione del venerdì santo.
Ci siamo cullati nei racconti senza sudore,
nella voce rauca delle buone intenzioni
e nei proclami di rivoluzione
sulla porta delle osterie.
A furia di risparmiare la vita,
ci siamo risparmiati di vivere.
E meno male.
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