Passa ai contenuti principali

Giano Bifronte

Giano bifronte,
betulle di sangue e memorie dell'orbo di sotto.
Guerra di orridi consigli
e coscienze disperse nei vicoli di Leopoli.
Donne del Donbass che fabbricavano bombe per il partito,
vecchie, rancorose ormai, aspettare sull'uscio di casa la benevolenza di
donne col saio.
Giano bifronte,
Gaza non vale una messa
e nemmeno la pietà di infami belanti.
Polvere di mattoni, rotte di fumo
e sangue sul sagrato.
Pianure, pianure, detriti, memorie cancellate, volte di cannoni.
Normalità cancellata,
la domenica della partita e delle risa di donne, freni stridenti
del carretto dei bambini.
Camici insanguinati dei tirocinanti dell'est, bravi medici,
e padri e figli del rancore.
Gaza, Ucraina, Ucraina, Gaza, la notte dei corvi viventi
spazza via ogni ragione complice, prigionieri del vento oblungo.
Giano bifronte,
infami flagelli che non coprono le urla di madri, sedano con l'alcol e cattivi presagi
la coscienza del secolo breve

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo