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Abbiamo bisogno di una teoria...

Abbiamo bisogno di una teoria, solida e convincente, che spieghi quello che sta accadendo nel mondo e ci indichi le pratiche efficaci per cambiarlo. Non serve andare in TV se non riesci a farti conoscere diversamente. Fossimo tutt'uno l'azione sui social sarebbe efficace, così produciamo solo rumore di fondo, un brusio che è il risuonare di piccoli ego in cerca di visibilità. Personalmente mi sono rotto dei distinguo e delle discriminanti, c'è una linea, contro il liberismo e contro le guerre. Per una redistribuzione della ricchezza e un'ecologia che non sia solo giardinaggio come dice qualcuno. Ma ci vuole una teoria e sono certo che ce l'abbiamo, dobbiamo solo renderla visibile. Non è più una questione di classe è una questione di scelte e di passione. Una questione di ragione e di scopi elevati. Come si da il senso di una teoria e di un'affiliazione? Questo dovremmo chiederci. Simbologie, mito delle origini, sono prese in giro lo so, ma dobbiamo trovare qualcosa di adatto che sotituisca tutto ciò, come fece la lega. Loro avevano i loro riferimenti sociali, noi i nostri, ci seguiranno, proletari e borghesi "illuminati", giovani e anziani. Dobbiamo solo creare uno spazio fisico e virtuale dove accoglierli, come in una comunità di simili

 

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Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo