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Le fortune di Spinoza Rosso Sangue

Dicono che le vendite medie delle opere dei nuovi autori più o meno sfigati, cioè al di fuori dei grandi circuiti di distribuzione e senza nessuna visibilità, a meno che non hai una famiglia numerosa e compiacente e parecchi soldi da investire in pubblicità (anche se devo dire che spendi spendi in promozione riesci a vendere solo qualche copia in più) si aggiri sulle decine di copie. Spinoza Rosso Sangue in effetti dal 2018 ad oggi, ha venduto 66 copie. Deludente direi, ma forse riflettono il reale valore dell'opera. Quello che duole maggiormente è che a parte qualche amico letterato che ti da un parere in trattoria sobillato dal livello di alcolemia, non c'è mai stata nessuna recensione da parte di nessuno. Forse è meglio così, le critiche negative, inutile dirlo, fanno male

https://delos.digital/9788825405170/spinoza-rosso-sangue

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Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -

 

Il mio nome è qualcuno

Il mio nome è qualcuno, qualcuno che vorrebbe scrollarsi di dosso la tristezza di mondi cupi è la fretta del disonore. Cosa ho fatto per meritare un posto fra coloro che costruiscono ponti tremolanti fra mondi di bianchi e neri, maschi e femmine, carnivori e vegani , pragmatici ragionieri e protettori dell'orsa malvagia? Niente, solo di tanto in tanto discese verso gli inferi e invocazioni al nulla eterno per curare pulviscoli di anima dispersi dal vento dell'est. Domani compiremo l'ultimo giro del mondo, capiremo se il secolo delle passioni tristi è alla fine o se dobbiamo aspettarci altre guerre e altre epidemie di cervelli sanguinanti e albe fiaccate da attese ribelli. Il racconto va avanti, le narrazioni proseguono, perchè il nulla ha molto spazio per le digressioni dei vinti. Non c'è nessun messaggio di speranza, se vogliamo scolari col fucile in spalla dobbiamo rimettere indietro le lancette del tempo