It was the night
Orange ellipses, blurred suns from the mines of the north illuminate
the ragamuffin with his torn braces. Behind the curtain of red malafare, whispers a TV set still on
He makes us laugh, the ragamuffin, he reminds us of childhood stories,
when we we used to rush the night
and tasted food covered in strange jellies.
The faces all around had silver halos, tired and huddled behind the bed as they
they waited for the end of the frisson unleashed by the last demon of the night.
Severity and firmness, even mockery that deadens sleep, hisses bouncing off the newly whitewashed walls.
Despite everything, affection for the fathers in the dreamed future does not fade.
It was the night
Non sono mai stato a Gaza ma ho visto la mia immagine riflessa sui palazzi bruciati e sulle facce segnate da tatuaggi di guerra di adolescenti Si fanno selfie fra le macerie dedicandoli al cuore avvizzito di dame protese a cercare l'inferno. Non ho mai combattuto seriamente e non ho mai visto il sangue scorrere da ferite mortali in un campo di battaglia, ma ho visto la mia immagine riflessa sulle baionette intinte di veleno. Oggi pensavo che vigliacco sono a non desiderare una morte eroica in battaglia e preferire ricordi spenti nell'alcol e la pace dei sommi sacerdoti del nulla alle sagge parole degli infami col martello di Thor. Non sono mai stato da nessuna parte, nei vicoli ruvidi che risuonano delle grida di ladri e prostitute, nei bassifondi popolati da larve umane con le facce scavate e i denti marci, che cercano rifugio dalla propria coscienza fra le braccia del fentanyl. Nei centri di salute mentale con le navi dei fo...
Commenti
Posta un commento