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Critica al programma di Gotham

Pioggia silente
città torva di gobbi iniziati
Dove siamo finiti?
Nell'inferno di cuspidi gotiche
vegliate da miliardari con l'anima ferita,
rantoli di vendetta, occhi dappertutto;
proclami di giorni sempre uguali e di lampi
che non fendono la nebbia
popolata di scarti di umanità,
pornografie accorte e negate fino allo spasimo,
puritani vestiti da pipistrello.
E' questa la legge di Gotham?
Vicoli stranianti,
sagome di semiumani chini sulla bruma
riscaldata da un mare nero.
Dove sono tutti?
Dove lavorano?
Un mondo senza conflitti  di classe,
governato dalle nevrosi del mito piangente,
che svolazza sui tetti cupi del flagello immortale.
L'umanità del maggiordomo non riscatta la risata di Joker,
anomalia selvaggia,
oracolo sanguinario che
sfugge alla maschera immobile del miliardario
che ha tinto di nero seppia
lo scranno colorato e
ha soppresso il sogno delle moltitudini

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