Arrivati a una certa età
cerchi la saggezza,
ti accorgi di essere
solo un'ombra
su resti di terracotta,
eppure sei sicuramente
il lamento di qualcuno.
Vorresti declamare
versi eterni,
cambiare mondi
con baionette di carta,
guardare fiumi di lava
con le piastrine
unte di catrame,
disseppellire
le spoglie degli eroi,
ignorare le vette inesistenti
di chi ha l'anima
velata dal rancore.
La saggezza
non la racconti.
La vedi riflessa
sulle facce mute
di chi soffre in silenzio,
sui volti ispidi
dei senzatetto.
La saggezza
ti spoglia dei rancori
e dell'umorismo tremulo
che fa da velo
ai deboli di cuore.
La saggezza
ti libera dalla brama
della polvere da sparo
e dal desiderio di vendetta
degli innocenti.
Scelta estetica
o scelta etica?
Io punto
sulla scelta estetica.
Cosa c'è di più etico
che scegliere la bellezza,
che è anche
bellezza etica?
Il bel morire
non è etico?
Faccio il verso
al filosofo,
ma continuo a pensare
ai rovi dell'infanzia
e alle camminate
a piedi nudi
sull'erba tagliente.
Allora erano tutti vivi
e condividevo con loro
il frastuono
della domenica
dopo la messa
e pezzi di eternità.
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