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Visualizzazione dei post da maggio, 2026

"Il Grande Gatsby", di Francis Scott Fitzgerald

 

Me ne andrò

  Me andrò quando vorrò io, succube della soglia del mare  e dell'approssimarsi del vortice maledetto. Me andrò fra i rimproveri dei  gabbiani e le risa cantilenanti di donne con costumi  a righe, come nelle spiagge degli anni 20. Me andrò come un marinaio redento con ossa di pescecane, che cosparge sale sull'immagine del volto dell'amata. Me andrò e poi resterò a guardare gli amici che raccontano storie di rondini  e di promesse di sangue non mantenute. Sono al cospetto di vite che vivono nella memoria limpida dei fasti della normalità. Questo mi deve bastare.

Tutto fumo

"Sei tutto fumo e niente arrosto!"  E allora? Anche il fumo è figlio di Dio.  Nelle sue spirali dell'apocalisse  si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea  e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone,  l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni,  ma solo offerte di guerra