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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

Echi del mondo di sotto

   

Il razzismo

Il razzismo in me, lo vedo è una chiazza nera su un quadro di Pollock. Il razzismo degli altri, malato e omaggiato,  un fiume di rabbia  che ottunde i sapori, fra ubbie e liquami osservati con compiacenza. Il razzismo della massa, litanie sul limitare del viale dei platani  e  invocazioni al dio del vento e della tempesta, che si porti via i volti scuri stremati di donne e uomini   volti rosi dalla salsedine. Il razzismo del serpente che la ragione vorrebbe dominare, ma si affida  alle promesse di stregoni oltre i confini dell'ovest, che sfidano ossimori vuoti e vertigini  di  sognatori pentiti. Il razzismo. 

Non guardare

Non guardare oltre, Non guardare il cielo terso, Insenatura dell'anima  e rifugio dei ribelli dell'est.  Non guardare l'orizzonte del nostro scontento, con le sue  rive di onde gracili e insegnanti ciechi. Non guardare gli occhi grigi della tua donna,  È l'assoluto che ti manca  e non l'afferrerai mai col pensiero. Guarda ragazzi scalzi che giocano a calcio E prega che il tramonto non sia colorato da nubi tossiche

Il serio a una dimensione

 Il serio a una dimensione, cresciuti dietro maschere spoglie  copie impolverate della commedia dell'arte, ci si scopre poi adolescenti a imitare  la commedia all'italiana, con battute e ghigni alla  Gassman,  va bene, è per impressionare l'aliena testa bianca che viene da Helsinki e strapparle promesse di sentimenti sempre sognati. E quando arriva la politica discuti del capitale di Marx con i vocalizzi  baritonali  di Alberto Sordi e sputi il fuoco della rivoluzione con i versi scurrili dell'ultimo cabarettista itinerante. D'accordo, ma il serio ha bisogno di una dimensione intima, dove valutare il valore della vita e il sacrificio degli inermi. Dove temperare le risa con l'amarezza della maschera triste di Totò. Deve scegliere se violare la coscienza del passato e la morale degli avi. Alla fine però i guitti della commedia all'italiana se la cavano  mentre il serio vede il cielo infinito  e il sole dei poveri  dalle sbarre di una prig...

I Dolori del Giovane Werther, Parte II

 

I Dolori del Giovane Werther, di Johann Wolfgang von Ghoete