L'ingiustizia è morta la mano tesa del padrone ancora soffice di gangrena, è morta. La diseguaglianza è morta, sono spenti gli occhi del leviatano e dissolte le sagome nere che rubano il lavoro di operai distratti. Gli ex capi della finanza vagano col saio sporco e la barba imbiancata di predicatori folli. La bruma d'autunno coprirà presto le facce malevole e l'estate disseccherà le carogne dei colpevoli. La natura finalmente rifiorisce, mutanti felici giocano a rubabandiera. Abbiamo chiuso le porte del tredicesimo avvento. Quello che doveva avvenire è già avvenuto
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