Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da settembre, 2026

Il sarto di Lenin

Dobbiamo racimolare  le menzogne  di proletari ignoranti senza divisa e senza partito, blandirli,  per rammendare il nostro ego sgualcito? Oppure dobbiamo ricucire  le ferite del rango selvaggio  e mandare tutti a cacare, col ciglio levato dell'aristocratico,  forti di aver impregnato la vita di familiari, amici  e ascoltatori con il riso spento?  

La guerra di Cuncetta

«Vorrei morire serena,  circondata dall'affetto dei miei cari,  come diceva la nonna». Non credo, Cuncè,  che morirai nel tuo letto:  sarà la polvere dei cannoni  a chiuderti i bronchi  malati e a farti morire. I tuoi figli ti ricorderanno  guardando il tramonto nucleare,  prima di perdere i capelli  e il fiato per correre. Guarderanno il cielo e diranno:  «Madre, le stelle abbiano cura di te.  Il mondo è impazzito,  noi viviamo nel ricordo dei tuoi  pani cotti sulla pietra  e delle serate trascorse  a ricordare i tempi andati». Sì, i tempi sono andati:  i ricordi sepolti sotto le pietre dei tuoi pani.  

I am the Passenger

Scheletri di cavalieri con stendardi, missili supersonici  che uccidono la nuda vita  e la nuda speranza,  bambini presi di mira da apostoli con il sorriso benedicente e le facce di merda.  I am the Passenger  e vi traghetto verso il nuovo mondo Politici belanti che seminano paura e brama di armi. I am the Passenger  e vi traghetto verso il nuovo mondo. Donne di potere che nascondono i loro veri volti e scavano trincee con i loro mentori maschi  I am the Passenger e vi traghetto verso il nuovo mondo. Gente avvezza alle grida  dei servi e alle ossa spezzate. Non vi ribellate. Bruciate il biglietto per l'aldilà e aspettate I am the Passenger  e vi traghetto verso il nuovo mondo 

Infami 1.0 modificato

  Infami 1.0 Infami 1.0, eccoci qua, è una questione di dignità, guerra santa di civiltà. Atlantisti a volontà, ma cos'è sta mmerda qua? E ci siamo pure noi, popolo del mare, facce scure e tanti guai. Ultima generazione, niente sermone: lo sgomento costa poco e vale doppio, ma a rate, se volete. Infami 1.0, stiamo arrivando, scendono dai monti, barbe scure, mazzamaurielli scalzi. Ci vuole tempo e volontà, la dignità arriva con calma, come i treni. Viva viva lu popolane, atlantisti qua e là, atei con le scarpe a punta, papalini coi rosari con i figli non binari. Infami 1.0, ma cos'è sta dignità? Un pane senza scadenza, una sedia per l'ascolto, un saper negare e un saper bere. E ci siamo pure noi, con le tasche piene di niente: pazzi stanchi, pacifisti, poeti ventriloqui, scimmie bisunte e panettieri con la pancia vuota. Arriviamo, arriviamo, non mettetevi in pigiama: noi la notte l'abbiamo già passata.

Io sono Bastian

  Sono Bastian  e sono contrario ai sentimenti. Sono contrario alla paura della morte, alla paura della sofferenza, degli occhi chiusi verso l'infinito. Sono contrario al rimpianto, alle ossa sbiancate dal sole del deserto e  alle urne di esistenze bruciate custodite in salotto. Sono contrario alla tristezza del ricordo e all'oblio cercato. Sono contrario alla cupidigia del poeta e all'indifferenza di chi lo ascolta. Sono contrario al rancore ma voglio vendetta. Sono contrario al godersi la vita ma anche allo smarrirsi nei vicoli del borgo dell'infanzia

Messaggi dal futuro

L'ingiustizia è morta la mano tesa del padrone  nido di gangrena,  è morta. La diseguaglianza è cenere, sono spenti gli occhi  del leviatano e dissolte le sagome nere   che rubano il lavoro di operai malati fuliggine. I vecchi spettri della finanza  strisciano in un saio sporco  con la barba imbiancata  di predicatori folli. La nebbia d'autunno  coprirà presto le facce malevole  e l'estate disseccherà  le carogne dei colpevoli. La natura finalmente rifiorisce,  mutanti felici giocano  a rubabandiera. Abbiamo sbarrato le porte  del tredicesimo avvento. Quello che doveva avvenire  è già avvenuto