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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

Don't look

  Look no further, Don’t look at the clear sky, Cove of the soul and refuge of the rebels of the East. Don’t look at the horizon of our discontent, with its shores of fragile waves and blind teachers. Don’t look into the gray eyes of your woman, It is the absolute that you lack and you will never grasp it with your mind. Watch barefoot boys playing soccer And pray that the sunset isn’t stained by toxic clouds.

The solitude of a piano

  The piano plays on a deserted street, wasting its final notes to hide the wails of a woman, a red-haired vixen, an extra in a troupe of assassins. Hidden in the alley of miracles, she seeks absolution from the lava-like shadows of the past. A sweet melody by unwary weavers who capture the attention of the orderly line of men and women with the posture of ordinary victims on a late-night talk show. The piano’s music envelops even the sacred vestments of the priests who scatter incense to absolve the murderers. Every day a different note, every day a color and faded smiles. Only music absolves the deeds of the architects of deceit

La guerra dell'ES

Non posso toccare con mano i morti, il sangue, i mutilati delle guerre. Sono immagini che non vedo e non tocco, le vedo riflesse nello scuro dei bar, fra gli schizzi di vodka. Quei morti sono accuse urlate sul palco dei lamenti, sono suono, come sirene d’emergenza. La storia e Tanatos,   compagni delle  praterie di fango, Quei morti sono un tributo incomprensibile al male; chi ha scavato nell’oscurità per imprigionare i sogni lo sa. Purtroppo, le mattine trascorse a passeggiare  sui dorsi  di spiagge spumeggianti, fra le ossa aguzze dei molluschi, non bastano a scacciare la morte. Resta la processione di croci ai lati del cammino brecciato, accompagnata dagli officianti della vanagloria, che piangono i propri figli morti in battaglia. È strano, ma in ogni epoca continuiamo a morire come se fosse la prima volta.

La messa dei bravi

  Facce che scrutano — lo scorrere del sangue dei ragazzi dei vicoli sporchi — vogliono tombare il sorriso delle tante facce dell’amore solidale. Sale l’odore del fiume dei dannati, rabbiosi, colmi d’una rabbia elementare. Vogliono sperperare la speranza, piegare il capo alla ferocia d’un burattino in orbace, messia dell’ultimo avvento, profeta dell’isola perfetta. Vogliono stupire con versi di verità definitiva, cantando razze perdute, bianche di vergogna. Si preparano all’alba nei bivacchi imbiancati, per sferrare battaglie di burattini.

Apocalisse del novantesimo minuto

  Tic Toc Scie rosse nei cieli scaricano  vapori raggrumati, sangue delle battaglie che cade di sasso nella voragine creata dal missile, attorno anime innocue si raccolgono per pregare vessilli sacri. Ci attardiamo nella memoria del prima, degli spritz a sera, mezzana di gemiti profondi. Guardiamo dritti un monitor scintillante mentre piove cenere rossastra. Forse è sangue di sacrestani ritardatari. Ed è giornata di partite di coppa. Le parole sagge di quando siamo sobri svaniscono fra nuvole d’indifferenza. Siamo buchi neri di disincanto, con in mano sacchetti di pop corn. Tic Toc L’ora è arrivata: i cavalieri dell’Apocalisse abbeverano i cavalli sotto il sole dell’inedia. Sentiamo il chiasso dei clown, incuranti delle ceneri degli eroi. Siamo al galà della grande finzione: si leggono fondi di caffè, si levano urla da stadio. Tic Toc È arrivato il lamento dei risvegliati, ma è troppo tardi. Le partite di coppa stanno iniziando... e non c’è niente di male.

"L'Odissea" di Christopher Nolan