Facce che scrutano
— lo scorrere del sangue
dei ragazzi dei vicoli sporchi —
vogliono tombare il sorriso
delle tante facce dell’amore solidale.
Sale l’odore del fiume dei dannati,
rabbiosi,
colmi d’una rabbia elementare.
Vogliono sperperare la speranza,
piegare il capo alla ferocia
d’un burattino in orbace,
messia dell’ultimo avvento,
profeta dell’isola perfetta.
Vogliono stupire con versi di verità definitiva,
cantando razze perdute,
bianche di vergogna.
Si preparano all’alba nei bivacchi imbiancati,
per sferrare
battaglie di burattini.
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