"Sei tutto fumo e niente arrosto!"
E allora? Anche il fumo è figlio di Dio.
Nelle sue spirali dell'apocalisse
si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea
e le facce pallide dei ribelli del servo encomio.
Il fumo è l'occhio del ciclone,
l'arrosto è il ventre gonfio di parole
e non ammette languide rivoluzioni,
ma solo offerte di guerra
Giorno di regalìe del resto vacuo e smisurato di ciò che resta di noi. Simulacri vestiti a festa corrono frenetici , mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce, mentre arraffano cimeli dell'apocalisse. Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti. Tutte le ferite tacciono, tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori senza più nemmeno l'ombra della tragedia . È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi
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