Tic Toc
Scie rosse nei cieli scaricano
vapori raggrumati,
sangue delle battaglie che cade di sasso
nella voragine creata dal missile,
attorno anime innocue
si raccolgono per pregare vessilli sacri.
Ci attardiamo nella memoria del prima,
degli spritz a sera, mezzana di gemiti profondi.
Guardiamo dritti un monitor scintillante
mentre piove cenere rossastra.
Forse è sangue di sacrestani ritardatari.
Ed è giornata di partite di coppa.
Le parole sagge di quando siamo sobri
svaniscono fra nuvole d’indifferenza.
Siamo buchi neri di disincanto,
con in mano sacchetti di pop corn.
Tic Toc
L’ora è arrivata:
i cavalieri dell’Apocalisse abbeverano i cavalli
sotto il sole dell’inedia.
Sentiamo il chiasso dei clown,
incuranti delle ceneri degli eroi.
Siamo al galà della grande finzione:
si leggono fondi di caffè, si levano urla da stadio.
Tic Toc
È arrivato il lamento dei risvegliati,
ma è troppo tardi.
Le partite di coppa stanno iniziando...
e non c’è niente di male.
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