Passa ai contenuti principali

La guerra dell'ES

Non posso toccare con mano i morti, il sangue, i mutilati delle guerre. 

Sono immagini che non vedo e non tocco, 

le vedo riflesse nello scuro dei bar fra gli schizzi di vodka 

Quei morti sono accuse urlate sul palco dei lamenti, 

sono  un apparire come sirene d'emergenza.

La storia calca le  praterie di fango in compagnia di Tanatos, 

quei morti sono un tributo incomprensibile al male,

chi ha scavato nell'oscurità  per imprigionare i sogni lo sa

Purtroppo le mattine trascorse a rovistare gli orti 

e le passeggiate sulla spiaggia fra le ossa aguzze dei molluschi 

non sono sufficienti a scacciare la morte.

Resta  la processione di croci 

ai lati del cammino brecciato, 

accompagnata dai cantori della vanagloria 

che piangono i propri figli morti in battaglia.

È strano, ma in ogni epoca storica 

continuiamo a morire come se fosse la prima volta.


Commenti

Post popolari in questo blog

Tutto fumo

"Sei tutto fumo e niente arrosto!"  E allora? Anche il fumo è figlio di Dio.  Nelle sue spirali dell'apocalisse  si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea  e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone,  l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni,  ma solo offerte di guerra

Natale

  Giorno di regalìe del resto vacuo     e smisurato di ciò che resta di noi.   Simulacri vestiti a festa corrono frenetici ,    mangiando dolciumi in onore del Dio che nasce,   mentre arraffano cimeli dell'apocalisse.   Mi ritrovo immerso nel muschio selvaggio   e nei religiosi silenzi, salmodiando il senso della vita con carovane di penitenti.   Tutte le ferite tacciono,    tutti i gemiti si trasformano in sinfonie di cuori    senza più nemmeno l'ombra della tragedia .    È Natale, il giorno della vittoria sui morti viventi  

Don Chisciotte e Sancio Panza, Don Quijote y Sancho Panza, di Miguel de Cervantes -Parte I -