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Il sarto di Lenin

Soldato, hai forse dimenticato
la gioia della rivoluzione,
l'estasi dell'uguaglianza,
il sudore delle fabbriche?

Non ricordi più l'odore dell'olio
sulla catena di montaggio,
il fucile in spalla agli operai?

Cosa ci resta da fare?

Raccattare le menzogne
di proletari ignoranti,
senza divisa né partito,
blandirli
per rammendare il nostro ego sferruzzato?

Oppure ricucire le ferite,
mandare tutti al diavolo,
col ciglio levato dell'aristocratico?

E dirci forti per aver succhiato la vita
a familiari, amici,
ad ascoltatori dal riso spento?

È questo che dobbiamo fare?

Sognare spiagge assolate,
brindare con cocktail dai nomi
truci, sotto il sole di Novembre?

No, soldato,
sono stufo di rammendi.

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