Me ne andrò come un marinaio redento
con ossa di pescecane, e cospargerò di sale
l’immagine del volto dell’amata.
Me ne andrò e poi resterò a guardare
gli amici che raccontano storie di rondini
e di promesse di sangue non mantenute.
Alla fine verrò trascinato dall’eco
delle imprecazioni dell’amico pescatore
e dal vento violaceo di tramontana.
Sono davanti a vite
che abitano la memoria limpida
dei fasti della normalità.
Questo deve bastarmi.
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