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Me ne andrò

 

Me andrò quando vorrò io,

succube della soglia del mare 

e dell'approssimarsi del vortice maledetto.

Me andrò fra i rimproveri dei  gabbiani e

le risa cantilenanti di donne con costumi  a righe,

come nelle spiagge degli anni 20.

Me andrò come un marinaio redento

con ossa di pescecane, che cosparge sale

sull'immagine del volto dell'amata.

Me andrò e poi resterò a guardare

gli amici che raccontano storie di rondini 

e di promesse di sangue non mantenute.

Sono al cospetto di vite

che vivono nella memoria limpida dei fasti della normalità.

Questo mi deve bastare.

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