Editore chi è il più poeta del reame? Non tu mi dici che ti contorci su gomitoli di parole e non trovi il filo per un cordiale vaffanculo. Editore mi consigli di affinare la mia poetica di bassi consigli e di lampi di vendetta riflessi sull'asfalto insanguinato, affidandomi all'accademia della piccolezza della poesia amici tuoi e del tuo mondo che non lesina rimpianti e non scava nelle valli del lamento. Editore, tiri fuori la parte peggiore di me: il mio orgoglio ferito e la farina del mio sacco, per consigliarmi impacchi di poesia senza cuore e consolandomi con consigli del cazzo. Editore ti comprendo e non ti perdono
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali dell'apocalisse si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette languide rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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