Solo, sporco, affamato, lo zaino in spalla preso a morsi dalla luce rovente. La mia pagella è lì dentro. «Portala sempre con te», mi dicevano, «dove andiamo servirà, parla di te. Se un giorno il mondo tornasse come prima, allora tutti capiranno». Parla di me, ma anche delle persone che ho amato: dei compagni di scuola, dei maestri e delle maestre. Sento ancora il soffio caldo di mia madre sul collo e il pianto di mio padre sul cibo scarso. Non vedo scuola qui intorno, solo alberi anneriti con le foglie grigio metallizzato, come la macchina di mio fratello. Ormai questo foglio di numeri e parole di lode non appartiene più a nessuna scuola, appartiene solo a me. Morirò presto anch’io, come i miei cari. Vedo già un velo nero che mi soffoca e non vedo bambini con cui giocare. Ma la mia pagella giacerà con me nel fogliame per sempre, e parlerà di me e di chi ho amato.
Blog personale di poesie e altro