Cuncè, il cielo si è rabbuiato,
porta disgrazie.
Siamo tutti agitati.
Non riesco più nemmeno a suonare la chitarra:
le mani seguono il ritmo del vento
e non della testa.
Vedo fuochi in lontananza,
tra la brina rossa e il sole pallido;
i gatti sono spiritati, corrono e si strusciano per terra
come morsi dalla tarantola.
Aspettiamo il tempo delle castagne, sperando
che gli alberi e la speranza non muoiano
coperti dalla cenere.
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