Immagina te seduto, convesso,
con occhi che scrutano il desiderio.
Hai davanti una donna dell'oltremondo.
Capelli corvini, occhi stille di petrolio,
viso d'alabastro, sale e cuore mediterranei.
Seni rigonfi di adulazione.
Una dea assopita che ammicca.
"Scusa, devo andare, ho da fare."
"Certo, ci vediamo," triste muggito.
Torni, incauto: hai dimenticato qualcosa.
Lei è svanita in cucina.
Approfitti del bagno.
Il tanfo ti assale.
Nel water, due orridi
galleggiano tra le fibre.
Sacchi di letame che sorridono alla vita,
inseguiti da sguardi di lussuria
ignari del tanfo riposto.
Commenti
Posta un commento