Benvenuti a Colliwood.
Ammassi di case che racchiudonogiocatori di padel,
oasi cementifere di educati striscianti
che guardano l’immondizia ai lati delle strade.
Stiamo bene qui,
nel passato dei tratturi
e nel fogliame arso delle olive cadute,
tra fedeli che fanno voto al santo inquisitore.
Stiamo bene qui,
tra i sorrisi delle bariste
e il cieco cammino dei sette dolori.
Passiamo le notti insonni
cullati dai rintocchi di biasimo delle campane
e indispettiti dal fruscio delle barbe dei frati.
Arriva la festa:
fiera di ordinario strascico,
pugili suonati
e contadini orfani dell’aratro.
Benvenuti.
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