Cantante.
Dio, cantante!
Cantavo nell’Opera.
Tosca,
Madame Butterfly,
La traviata,
Le nozze di Figaro,
Carmen.
Il sibilo dei missili
e lo sciabordio dell’asfalto bollente
hanno sconfitto la musica,
ma non per molto.
Ora la musica vive in me,
solo in me;
fuori è un’alba gracile,
color fosforo,
e lamenti di chi ha perso tutto
e ascolta il gracchiare dei corvi.
Sì, la voce lo sa.
Mi nutro del pane degli angeli
che cade dagli alberi,
ascolto la voce.
Se la sento forte nella testa,
la musica farà rifiorire la vita,
solleverà dalle macerie
il vecchio mondo.
Continuo a vagare,
semino musica intorno,
lascio scivolare musica di lava
sui musi contorti
e sugli occhi coperti
di mucillagini.
La voce mi guida al fiume violaceo:
da lì la mia musica scorrerà
come sangue in un’arteria,
guarirà il mondo malato
e avrò pace.
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