Rosa nera, rosa appassita,
a quanto sta la moneta
dell’Apocalisse?
Rosa cinerea,
neanche i deformi si accostano.
I tacchi alti misurano i passi
che mi separano dall’obolo delle suore
e dall’abisso di corpi interrotti
che giacciono nei fondali
scavati dal grande fallo caduto dal cielo.
Cantavo l’opera da tre soldi
agli ubriachi che mi prendevano,
per dimostrare a quegli uomini
che pur troia sapevo più di loro.
Adesso ho in serbo solo scintille di vita
risparmiate dai raggi blu.
Femmina dell’oltremondo,
mutante senza sesso.
Finalmente
"Sei tutto fumo e niente arrosto!" E allora? Anche il fumo è figlio di Dio. Nelle sue spirali si nascondono le sagome lunari di maestri in livrea e le facce pallide dei ribelli del servo encomio. Il fumo è l'occhio del ciclone, l'arrosto è il ventre gonfio di parole e non ammette rivoluzioni, ma solo offerte di guerra
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